Anche io alla Maker Faire!

Sfondo Depliant Maker Faire

Anche quest’anno sono stato all’evento più importante, a livello europeo, per i makers, hobbisty ed amanti del Fai-da-te (do-it-yourself, DIY): la MAKER FAIRE ROME 2018 – THE EUROPEAN EDITION che si è tenuta a Roma dal 12 al 14 ottobre.

 

Cresciuta di anno in anno sia come espositori che visitatori è diventata estesa a tal punto che non si riesce a visitare tutti i padiglioni in una sola giornata ed infatti io ho selezionato solo quelli di mio interesse, visto che l’offerta era ampia e spaziava dall’agrifood all’aerospace.
Per ottimizzare il tempo a disposizione ho effettuato una ricerca preventiva sulla sezione del sito dedicata agli espositori in modo da avere già un’idea delle aree da esplorare.

 

#AgriTech – #GreenTech

Ho iniziato dall’agrifood dove erano presenti sia startup in grado di fornire servizi nell’ambito dell’agricoltura di precisione sia makers che mostravano il loro orto “intelligente”, dotato di sistemi di controllo basati sull’analisi dei parametri ambientali/colturali ed algoritmi di gestione della salute delle piante.

Non mancavano poi dimostratori di mini impianti di coltivazione idroponica (detta anche fuori-suolo: in cui al terreno si sostiuisce un substrato inerte alimentato da acqua e nutrienti, in modo controllato) o acquaponica (in cui l’acqua con i nutrienti è presa da un acquario con i pesci invece che da un serbatorio dedicato) che consentono la coltivazione di piante o mini orti in casa, in modo del tutto ecosostenibile.

In figura uno dei tanti sistemi presenti:

Esempio Coltivazione Idroponica

 

Dal punto di vista tecnologico molte applicazioni erano basate su schede a microcontrollore open source, tipicamente Arduino, ed avevano le finalità più fantasiose: dalle piante che ti comunicano lo stato di salute (si va dagli sms fino ai bot di telegram!) a quelle che ti consentono di ascoltare la musica! Mi ha colpito molto, infatti, la dimostrazione di un sistema che converte le variazioni di resistenza delle piante in suoni rendendo possibile ascoltare “la musica” prodotta.

 

#Domotica

Sono poi approdato nel mondo dei maker “elettronici” dove ho trovato le applicazioni e le idee più incredibi e fantasione.
Ho molto apprezzato il progetto “domotica-fai-da-me”  di Francesco Tucci che oltre ad essere ben fatto ha un’idea di fondo che condivido: si tratta di un sistema di automazione domestica open source in cui i dati non vengono spediti al cloud di turno ma gestiti in locale ed inviati ad un bot Telegram. Dov’è l’utilità? Nel non dover dipendere da un particolare provider di servizi! (Si veda il caso Revolv, che dopo essere stato acquisito da Google è stato “spento”, con tutte le conseguenze). Nela caso anche Telegram chiudesse si potrebbe usare un altro provider o, addirittura, anche gli sms.

Questo progetto era solo in visione dato che l’ideatore non lo vende ma mette a disposizione di chiunque sia interessato tutta le informazioni necessarie. Nel caso si abbiano dubbi o difficoltà la consulenza via skype è a pagamento. Mi sembra un buon esempio di come poter guadagnare con un progetto open source (vecchia questione mai risolta della profittabilità o gratuità di un progetto open source, ovvero della convenienza della condivisione).

 

#Musica digitale

Saltando di palo in frasca (ripeto che l’offerta era enorme…) mi hanno colpito le applicazioni musicali (tipicamente basati su trasduttori collegati ad un Arduino che converte i segnali in ingresso in formato MIDI): dalle tastiere componibili (Ottavia) alle tastiere semoventi controllate via tablet, oltre a strumenti futuristici e dalle forme artistiche.

Tastiera controllata da tablet

#Arduino

Al centro del padiglione vi era l’area “core” per i maker dedicata ad Arduino.  In foto alcune applicazioni robotiche in mostra:

Robot Arduino

Qui non poteva mancare l’incontro con lo stand Mathworks dedicato alla dimostrazione del supporto per Arduino di Simulink, in cui veniva mostrato dal vivo come programmare il controllore di un piccolo robot, dalla configurazione del controllore PID fino alla generazione automatica del codice e successivo caricamento sull’Arduino.

Infine, ma non ultimo in ordine di importanza, ricordo anche la visita allo stand di Elettronica Open Source dove ho avuto il piacere di informarmi sulle novità editoriali ed incontrare di persona chi mi ha dato la possibilità di farmi conoscere con i miei primi articoli su un blog.

Sicuramente Arduino l’ha fatta da padrone in questo evento, ma essere maker non si riduce alle sole applicazioni della versatile board open source made in Italy, infatti erano presenti anche molti altri settori ed applicazioni (difficile non dimenticare qualcosa!) che meriterebbero interi post, così come non è stato possibile vedere tutto in un giorno.

In foto vari esempi di design con oggetti di legno:

Oggetti in legno

 

Conclusioni

Quello che mi piace riportare di questa esperienza è l’idea di fondo dei makers: anche se qualcosa già esiste è comunque bello farla da sé, anche per la soddisfazione di imparare risolvendo le sfide che si presentano, e poi condividere le soluzioni con la comunità. Infatti si va alla Maker Faire anche solo per condividere esperienze, tecniche e soluzioni e non solo per vendere. In altre parole: non tutti gli espositori sono startup in cerca di clienti!

Al di là delle specifiche applicazioni, i temi maggiormente ricorrenti, in modo trasversale, sono stati l’IOT (Internet of Things) nelle più svariate declinazioni, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale applicata in quasi ogni contesto.

Ancora una volta ho avuto la conferma che l’unico limite è la fantasia!

Se c’è qualche tema che ti interessa approfondire oppure vuoi condividere la tua esperienza, scrivilo nei commenti qui sotto.

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